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Dicembre 28, 2015

L’OBBLIGATORIO POST DI FINE ANNO: 2015 – 2016 Cosa ho imparato e su cosa voglio ancora lavorare[:]

Prima di tutto: BUONE FESTE! Eccomi qui con la canonica lista di quello che ha funzionato nell’anno che si sta chiudendo e quella dei propositi per quello nuovo. Più che un vero bilancio, la mia è lista di piccole verità e confessioni su me stessa di cui ho avuto conferma nell’ultimo periodo, e di aspetti sui quali voglio continuare a lavorare. E’ un mix tra vita lavorativa e personale, perché quando si lavora in proprio e soprattutto in un lavoro creativo, spesso le due sfere si accavallano, a volte in modo positivo altre meno (vedi sotto!). Ma io sono quello che faccio e a dividere nettamente le cose non ci riesco!

sparkles cupcake

 

Cosa ho imparato nel 2015:

-la competizione non mi rende felice e non traggo nessun piacere nel gioco del chi l’ha fatto prima, l’ha fatto meglio, etc.
-per quanto mi possa sforzare, non amo la stravaganza e ho dei gusti ben definiti. Se devo stravolgere i miei canoni estetici per essere più hip, più alla moda, più cool, più instagrammabile, faccio moltissima fatica, lavoro male, non rendo felici i miei clienti e nemmeno me. Meglio collaborare con persone che hanno valori e gusti simili ai miei e che posso soddisfare meglio e in modo sincero.
-non sarò mai una brava donna di casa, la mogliettina e la mamma perfetta. Mi spiace, quella donna da qualche parte esiste, ma non sono io!
-che lavoro meglio quando mi dò delle regole, ma che la mia natura mi porta spesso a cambiarle man mano che i progetti prendono forma e che va bene così, un pizzico di ribellione ci sta, se inserita in un contesto ordinato.
-che è meglio che stia abbastanza lontana da analytics, app che ti dicono quanti e quali followers hai guadagnato e perso etc… i numeri non sono così importanti, le persone sì, e perdere per strada alcune persone a cui tenevo mi ha fatto male. Lo so che non si può piacere a tutti e che la vita non sta nei social media, sì, ma non posso negare che questo per me sia un punto sensibile, non sarei sincera se dicessi che me ne frego al 100%.
-mi sono sforzata molto di lavorare sul valore del mio tempo e dei miei servizi. Ho definito meglio i miei obiettivi e questo mi ha aiutato tantissimo, è stato come affrontare un viaggio avendo prima studiato la mappa invece che alla cieca (non arriviamo agli estremi del navigatore, per ora). Non sono ancora arrivata, ci sono sempre nuove mete da raggiungere, ma non mi sono nemmeno persa per strada e questo mi ha resa più forte.
-dire no a chi mi ha trattata con poco rispetto mi ha fatto sentire molto bene. In un paio di occasioni quest’anno ho rifiutato di lavorare per dei clienti che con una certa arroganza mi proponevano di scendere a compromessi (sui prezzi, sui tempi, sulle modalità con le quali ho deciso di impostare il mio lavoro). Non lavorare per queste persone è stato il miglior uso che potessi fare del mio tempo, anche se ho perso qualche opportunità di guadagno.
 sparkles
Cosa vorrei migliorare nel 2016
-tutto quello che leggete sopra, devo continuare a lavorare su ciascun punto.
-sono da sempre incostante e a periodi di frenesia in cui ho 15 idee al secondo e devo metterne in atto almeno la metà o mi sento inutile, seguono periodi a volte anche lunghi nei quali mi spengo e il mio corpo e il mio cervello hanno bisogno di pace, di recuperare. Devo rispettare queste fasi o almeno cercare di dosare meglio le mie energie per non esaurire le forze, la creatività, la gioia, che invece vorrei fossero delle costanti nelle mie giornate.
-ritagliarmi il tempo per ricominciare a scrivere… una volta mi veniva molto più naturale e sono sicura che il motivo stia nell’abitudine e nell’allenamento. Cominciamo con un’ora a settimana e vediamo come va.
-smettere di sentirmi in colpa quando mi prendo del tempo per me e la mia famiglia. Succede a tantissimi, soprattutto a chi lavora in proprio e ancora di più a chi lavora da casa: spesso quando non sto lavorando penso al lavoro e mi godo poco quello che mi succede e la vita “vera”. E questo non va bene per niente.
-fare pace con la contabilità. Devo trovare un modo di odiare un po’ meno i numeri, le fatture, le scartoffie.
-devo ricordarmi delle persone. Ho un grandissimo difetto, che è quello di lasciarmi travolgere dal lavoro e dalle incombenze quotidiane e di pensare sempre:  la chiamo domani, le scrivo quando avrò più tempo, che brutto orario per un messaggio domattina lo mando, non mi faccio viva da tanto tempo chissà se x mi vorrà ancora parlare etc. E così passano le settimane, i mesi, e le persone lontane a cui tengo spariscono piano piano dalla mia vita e io mi sento tremendamente in colpa. Più mi sento in colpa meno ho il coraggio di farmi sentire e così via in un circolo vizioso che devo assolutamente spezzare. Oppure amica trascurata, se sai di cosa sto parlando, magari tira su il telefono anche tu che mi dai una mano.
-Devo perdere diecimila chili e tornare nei pantaloni del 2014. Sembra una barzelletta ed è il cliché dei cliché ma mi sa che devo farlo davvero perché quella che vedo allo specchio ultimamente io non la conosco mica, mi assomiglia ma non sono io.
Ho finito! Aaaah come mi sento più leggera.
E voi? avete fatto il bilancio e la lista dei buoni propositi? da cosa cominciate? Vi ci ritrovate un po’ nelle mie conquiste e nelle mie confessioni? Sono qui per parlarne se vorrete condividere i vostri pensieri con me. Un abbraccio e all’anno prossimo!
sparkles
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